Lo spacio Matika è l’unica cantina vinicola rovignese che, stagione dopo stagione, attraverso sapori, profumi e canti, svela ai visitatori di Rovinj-Rovigno il mondo incontaminato e autentico del patrimonio gastronomico rovignese, quale componente integrante dell’Ekomuzej-Ecomuseo “Batana”. Affinché l’eredità degli antenati possa essere salvaguardata, è necessario educare le giovani generazioni a diventare custodi del patrimonio: un obiettivo pienamente raggiunto dal progetto “Qua i signèmo a càʃa”, presentato oggi presso lo spacio Matika.

Il progetto, realizzato congiuntamente dalla Strukovna škola «Eugena Kumičića» Rovinj - Scuola di formazione professionale «Eugen Kumičić» Rovigno e dalla Scuola di arti applicate e design di Pola, unisce gli alunni dell’indirizzo di graphic design e modellazione della ceramica con la comunità locale, le istituzioni del patrimonio e la tradizione di Rovinj-Rovigno attraverso la realizzazione di soluzioni visive e funzionali destinate allo spacio Matika, come piatti fatti a mano e decorati a mano, sottopiatti e menù progettati graficamente e stampati.

L’atmosfera nello spacio Matika durante la presentazione è stata davvero unica: al posto dei consueti ospiti, ai tavoli sedevano gli alunni delle prime classi delle scuole di Rovigno e Pola, che osservavano con orgoglio i risultati del proprio lavoro creativo, sviluppato sotto la guida della responsabile del progetto, la professoressa Tanja Ranić Rovis della Strukovna škola «Eugena Kumičića» Rovinj - Scuola di formazione professionale «Eugen Kumičić» Rovigno, e della mentore, la professoressa Sanja Simeunović Bajec della Scuola di arti applicate e design di Pola.

I piatti bianchi realizzati a mano, sui quali d’ora in poi verranno servite le specialità marinare rovignesi, sono stati decorati dai giovani custodi della gastronomia con una tecnica speciale capace di evocare un motivo unico e irripetibile di schiuma marina. Lo stesso motivo ispirato al mare compare anche sui sottopiatti, così come nei menù a forma di vela al terzo della batana, che hanno messo in luce l’abilità degli alunni nel graphic design. Il momento visivamente più suggestivo è stato senza dubbio rappresentato dalle parole scritte nel dialetto rovignese, con le quali gli alunni hanno rivolto agli ospiti della loro città e della regione il più bello dei messaggi di benvenuto.

All’inizio della presentazione si è rivolto ai presenti il sindaco della Città di Rovinj-Rovigno, Emil Nimčević, congratulandosi per gli eccezionali risultati del progetto, in primo luogo con gli alunni e con tutti coloro che hanno partecipato al progetto “Qua i signèmo a càʃa”.

“Questo progetto, finanziato dal Ministero del Turismo e dello Sport nell’ambito del programma Promozione e rafforzamento delle competenze delle professioni turistiche e artistiche per il turismo 2025, con il sostegno della Città di Rovinj-Rovigno, dell’Ustanova-Istituzione «Kuća o batani-Casa della batana» e dell’associazione Faro 11, merita ogni elogio. Attraverso la progettazione dei piatti e dei materiali stampati, gli alunni hanno avuto l’opportunità di conoscere più a fondo il patrimonio culturale della propria città e la sua lingua peculiare. Inoltre, si è realizzato anche ciò che rappresenta l’aspetto più bello di progetti come questo: oltre alla creazione di un nuovo valore, sono nate nuove amicizie e nuove collaborazioni tra istituzioni affini, prerequisito fondamentale per future cooperazioni”, ha sottolineato il sindaco Nimčević.

La mentore prof.ssa Tanja Ranić Rovis ha quindi presentato il progetto, il cui nome “Qua i signèmo a càʃa”, ovvero “Qui siamo a casa”, trasmette un forte messaggio di appartenenza al territorio, alla tradizione e alla propria città natale. “Come in molti dei progetti realizzati finora, anche in questo caso il mio desiderio era quello di stimolare l’amore per la salvaguardia del nostro patrimonio gastronomico. Questo progetto del Ministero del Turismo è stato dunque un’occasione per unire il patrimonio culturale immateriale e l’arte, in particolare la grafica e la modellazione della ceramica. In linea con la definizione stessa di ecomuseo quale museo del territorio, abbiamo voluto donare qualcosa alla nostra comunità e dimostrare che chi opera nel turismo non è soltanto un professionista dell’ospitalità, ma parte integrante della quotidianità rovignese. La Strukovna škola «Eugena Kumičića» Rovinj - Scuola di formazione professionale «Eugen Kumičić» Rovigno e la Scuola di arti applicate e design di Pola hanno riflettuto insieme sulla dotazione dello spacio Matika, dimostrando che l’arte visiva è parte integrante della vita e delle esigenze di tutti noi.

La reazione dei ragazzi è stata eccellente, soprattutto considerando che si tratta di alunni delle prime classi. Progetti simili legati alla ceramica sono piuttosto rari e questa esperienza ha dato loro l’opportunità di apprendere una nuova abilità e di vedere come il proprio lavoro possa concretizzarsi in qualcosa di funzionale e al tempo stesso artisticamente valido. Oltre al fatto che i fondi ottenuti grazie a questo progetto ci hanno permesso di acquistare un tornio da ceramista che, insieme al forno per ceramica già acquistato in precedenza, ci apre numerose nuove possibilità, i ragazzi hanno trovato una risposta a una domanda sempre attuale: cosa resta dopo il progetto? In questo caso rimangono le competenze acquisite, le tecniche, i materiali, ma anche un contributo concreto al lavoro dell’ecomuseo e alla comunità, rendendo il progetto “Qua i signèmo a càʃa” autenticamente sostenibile. Ringrazio per l’eccellente collaborazione la mentore della Scuola di arti applicate e design di Pola, la professoressa Sanja Simeunović Bajec, la nostra graphic designer Barbara Galant, la direttrice dell’Ustanova-Istituzione «Kuća o batani - Casa della batana» Nives Giuricin, nonché l’associazione Faro 11 e la Città di Rovinj-Rovigno per il sostegno, e guardo con entusiasmo a nuove collaborazioni e opportunità per continuare ad arricchire il nostro patrimonio attraverso l’apprendimento”, ha evidenziato Tanja Ranić Rovis.

La direttrice dell’Ustanova-Istituzione «Kuća o batani - Casa della batana», Nives Giuricin, ha definito questo progetto uno dei più speciali ed emozionanti: “Quando dei giovani, guidati da un eccellente lavoro di mentoring, creano una vera opera d’arte destinata a rappresentare la gastronomia locale, nasce qualcosa che va oltre un semplice progetto: un momento che merita di essere consegnato alla storia. Perché quando la creatività giovanile si unisce al patrimonio culturale, tradizione e futuro iniziano a parlare la stessa lingua, trasformando idee, sapori e identità in un’emozione viva. Siamo orgogliosi delle nostre giovani generazioni che devono ancora crescere e maturare, e siamo certi che tra loro vi siano proprio coloro con cui l’Ekomuzej-Ecomuseo “Batana” costruirà il proprio futuro.”