Dopo un’intensa settimana, ricca di emozioni e incontri, il porto di Sète ha ammainato le vele di un’altra indimenticabile edizione del festival internazionale della tradizione marittima “Escale à Sète”, nel quale dal 31 marzo al 6 aprile l’Istria è stata rappresentata con il programma di successo “Dalla Batana alla Tartana”. Con numerosi maestosi velieri ed equipaggi provenienti da 15 Paesi di tutto il mondo, e con un programma a terra e in mare, la manifestazione ha entusiasmato oltre 350.000 visitatori che, grazie all’associazione Cronaves di Spalato, alla ŠRD Mandrač-Tivoli di Pola e all’Ekomuzej-Ecomuseo “Batana” di Rovinj-Rovigno, hanno avuto l’opportunità di conoscere l’Istria e la sua tradizione marittima.
Verso la lontana Francia è partita via terra la piccola barca rovignese a fondo piatto, la batana “Regina”, vincitrice di numerose regate di barche tradizionali e una delle dieci batane di cui si prende cura l’Ekomuzej-Ecomuseo “Batana”. Anche se, a causa del forte vento, non ha potuto toccare le acque del porto di Sète, come simbolo di Rovinj-Rovigno ha “navigato” con la sua vela maestra tra la folla di visitatori di tutte le generazioni che le ha dedicato grande attenzione.
La stessa attenzione ha suscitato anche l’ultima tartana esistente nel Mediterraneo, il cui equipaggio proveniente da Pola è arrivato a Sète guidato dal proprietario Zoran Todić, per presentare questo potente veliero d’altura risalente al 1927. A loro si sono uniti anche i colleghi di Fasana guidati da Lučano Sošić, che collega i due equipaggi nelle regate e nei festival. Le tartane erano un tempo tra le imbarcazioni più diffuse del Mediterraneo, e questo esemplare accuratamente restaurato era destinato al commercio e al trasporto costiero. Il ponte è lungo 16 metri, l’albero è alto 20 metri e l’imbarcazione è dotata di sei vele: tre fiocchi, vela latina, scosso e vela di testa.
Poiché il festival è concepito secondo il principio dei villaggi che riuniscono partecipanti dello stesso Paese, il Villaggio Croato, che insieme a Cronaves e agli istriani includeva anche i colleghi dalmati delle associazioni Pelagosa (Palagruža) di Comisa e Kanata di Zara, ha goduto di una posizione privilegiata. Si trovava infatti proprio accanto all’attrazione principale del festival, il Galeón Andalucía, replica in scala reale del galeone spagnolo del XVII secolo con un’impressionante coperta di 49 metri, progettata e costruita nel 2010 dalla fondazione Nao Victoria.
Nonostante il forte vento che ostacolava le uscite in mare e l’issare delle vele, sia la “Regina” sia la “Tartana”, così come lo stand Cronaves, sono stati piccoli palcoscenici nei quali, tra dimostrazioni e momenti di socialità, si è mostrata la ricchezza del patrimonio marittimo croato, che ha brillato in modo particolare durante la Giornata Croata.
Mercoledì 1 aprile la delegazione del festival, guidata dal direttore Wolfgang Idirij e dalla prima segretaria dell’Ambasciata della Repubblica di Croazia in Francia Lada Muraj, ha visitato il Villaggio Croato e ha ringraziato per il grande contributo alla qualità della manifestazione nel corso degli anni, che ha ulteriormente rafforzato il legame tra l’Adriatico e il Mediterraneo, ovvero tra comunità unite dall’amore e dal rispetto per il mare. Lo stesso orgoglio ha accompagnato la delegazione croata nella grande sfilata delle delegazioni di 15 Paesi per le strade di Sète, dove, insieme alle bandiere di tutte le nazioni che decoravano i ponti dei canali cittadini, sventolava anche quella croata.
Mentre l’interno dello stand Cronaves offriva la mostra fotografica “Croazia – patria del mare” degli autori Andrina Luić, Dubravka Pajk, Boško Lučev e Vislav Torreo, e la presentazione di modelli in scala della batana e della tartana del maestro modellista Luciano Keber, lo spazio esterno era animato da programmi quotidiani.
Il noto chef istriano David Skoko preparava sotto il cielo francese piatti tipici istriani serviti sul ponte della “Tartana”, insieme al prosciutto istriano e al formaggio irrorati con olio extravergine d’oliva istriano.
La squadra Rovinj-Rovigno si occupava invece dei sapori dolci dell’Istria: le socie dell’Ekomuzej-Ecomuseo “Batana” Dolores Smoljan e Maja Toplak Farago, nonostante il forte vento che ostacolava la preparazione dei fiocchi rovignesi, sono riuscite a mostrare ai visitatori come nasce questo semplice e croccante dolce, oltre a preparare snack tradizionali pasquali e a dimostrare la decorazione delle uova di Pasqua.
Particolarmente toccante è stato il momento in cui, avvolte nei tradizionali foulard rovignesi, hanno percorso i due chilometri della riva algerina distribuendo le gustose fritule (frittelle) rovignesi e condividendo calore e ospitalità con i partecipanti del festival, diffondendo proprio quei valori che simboleggia la barca rovignese.
L’Udruga-Associazione “Kuća o batani - Casa della batana”, guidata da Ennio Cherin e successivamente da Roberto Zaharija, ha coordinato la delegazione rovignese partecipando attivamente ai programmi della presenza istriana e dell’intero festival.
Ha dimostrato ai visitatori, così come ai colleghi, la realizzazione dei parangali e altre abilità marinaresche; una particolare attrazione è stata l’alzata e l’ammainata della vela maestra della batana “Regina”. Essa è stata l’elemento più distintivo dello stand e una vera attrazione per i bambini, che nei laboratori hanno realizzato numerose piccole batane di cartone portandole poi a casa come ricordo.
Come membro dell’equipaggio Tartana-Batana, Ennio Cherin ha partecipato anche alle competizioni del festival, svoltesi nei canali tra il tifo del pubblico. Dopo aver dimostrato la forza nei giochi di tiro alla fune e nella voga, ottenendo in entrambe le categorie il secondo posto, i membri della squadra si sono recati al mercato del pesce per studiare l’offerta e acquistare pesce, che poi hanno preparato nello stand croato secondo le tradizioni locali.
Riguardo alla partecipazione a Sète, Ennio Cherin afferma: “Dato che l’ultima volta che abbiamo partecipato a un grande festival internazionale della tradizione marittima su questa scala era il 2008 a Brest, e che tutti i festival sono cresciuti e si sono evoluti, prima di partire per Sète mi chiedevo se fossimo all’altezza del compito. Ma proprio su questo impressionante palcoscenico marittimo ho capito quanto, nella nostra piccolezza, siamo in realtà grandi. Abbiamo molto da mostrare e dobbiamo essere orgogliosi della nostra piccola città, la cui tradizione abbiamo conservato e che, spero, potremo presentare in modo ancora più ricco in futuro. È stata significativa l’interazione con i visitatori, così come i momenti di scambio con colleghi istriani, dalmati e di altri Paesi conosciuti grazie al festival. Un ringraziamento speciale va agli amici francesi della Catalogna con cui abbiamo vissuto un’indimenticabile esperienza di navigazione condivisa nel porto di Sète sulla loro barca a vela tradizionale (gajeta/gaeta)”.
Il segno distintivo del festival “Escale à Sète” è sicuramente la musica, che ha risuonato per tutti i 7 giorni della manifestazione. Tra i 50 gruppi musicali internazionali, anche le bitinade rovignesi sono state tra i protagonisti principali grazie ad Alessio Giuricin ed Ester Melchiorre, musicologi, ricercatori e musicisti.
Oltre a diffondere il canto rovignese, hanno tenuto un laboratorio dedicato alle bitinade insieme agli ospiti della Comunità degli Italiani di Capodistria, la cui esibizione mandolinistica ha arricchito la Giornata Croata.
Il laboratorio di bitinade è stato un momento intenso ed emozionante che ha unito le persone attraverso il canto, sottolineando il valore dell’ospitalità e della conservazione del patrimonio musicale, oltre a essere l’occasione per consegnare un dono della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” – una registrazione audio SAC-KUD “Marco Garbin” e i libri “ʃi bitinàde” di Vlado Benussi e “Li àrie da nuóto” di Libero Benussi.
Come gli altri membri del team Batana, anche Alessio ed Ester hanno collaborato con i colleghi dell’Ente per il turismo croato Leonardo Müller e Sarah Kadhim nell’interazione con i numerosi visitatori, distribuendo materiali promozionali dell’Ekomuzej-Ecomuseo “Batana”, dell’Ente per il turismo di Rovinj-Rovigno e della ditta Maistra s.p.a., mentre Alessio Sponza e Silvija Jacić hanno documentato l’atmosfera unica del festival.
In conclusione, riguardo alla partecipazione dell’Ekomuzej-Ecomuseo “Batana” al festival “Escale à Sète 2026”, la direttrice dell’Istituzione “Kuća o batani - Casa della Batana” Nives Giuricin afferma: “A Sète non abbiamo portato solo la nostra barca, ma anche la nostra anima: le nostre tradizioni, le memorie del mare e la bellezza senza tempo della nostra città, perla dell’Adriatico. Ringrazio i nostri instancabili membri guidati dal presidente Ennio Cherin e Jasna Bešker per il supporto da Rovinj-Rovigno, che hanno con grande passione raccontato al pubblico di ‘Escale à Sète’ il viaggio ‘Dalla Batana alla Tartana’, fianco a fianco con gli amici di Pola. È tempo di trasformare ciò che abbiamo vissuto in nuova energia per prepararci al prossimo grande incontro con il mondo. Un sentito grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto: ai partner dell’associazione Cronaves, alla SRD Mandrač-Tivoli, alla Città di Rovinj-Rovigno, alla ditta Maistra s.p.a., all’Ente per il turismo della nostra città, alla Comunità degli Italiani “Pino Budicin”, al padrone di casa del festival Marko Čubrić, ai media e ai visitatori. Andiamo avanti con pieno slancio verso un anno ricco di progetti e sfide.”